Dinamica di due laghi in cascata: SOLUZIONE

Se si indicano con L1 e L2 le superfici del due laghi e con x1 e x2 i corrispondenti livelli, per il principio di conservazione della massa si ottiene
dove si è supposto L1 indipendente da x1 e L2 indipendente da x2.
Le portate y1(t) e y2(t) non sono tuttavia variabili indipendenti: esse sono in effetti univocamente legate ai livelli x1 e x2 secondo una legge (in generale non lineare) che dipende dalla conformazione dell'emissario. In altre parole, si ha

e una tipica funzione   (scala di deflusso) è mostrata in figura.

Sostituendo la (2) nella (1) e supponendo che

cioè supponendo che siano trascurabili i ritardi di propagazione, si ottiene
Il modello è quindi costituito da un sistema non lineare del secondo ordine con un ingresso (u1) ed una uscita (y2). Come prima cosa determiniamo stato ed uscita di equilibrio corrispondenti ad una portata di alimentazione costante u1. Poiché all'equilibrio deve essere
 si ottiene:
che è un sistema di due equazioni in due incognite facilmente risolubili. Se le scale di deflusso sono assegnate  e graficamente il procedimento è immediato: si riporta u1 sull'asse delle portate delle scale di deflusso e si leggono i livelli x1 e x2 corrispondenti.
E' ora importante chiedersi se sia ragionevole linearizzare il sistema nell’intorno di uno stato di equilibrio oppure no. In altre parole è importante fare l’analisi del sistema linearizzato e verificare se si è in uno dei casi critici (casi in cui non mi può dedurre nessuna proprietà del sistema dall’analisi del sistema linearizzato). Per questo si ricorda che in un sistema del tipo
Il sistema linearizzato associato ad uno stata di equilibrio x è dato da
dovesono le variazioni dell'ingresso, dello stato e dell’uscita rispetto ai valori di equilibrio. Nel caso in esame dalle (3) si ottiene
dove
Il sistema lineare (A, b, c’) così ottenuto è dato da
La matrice A è in forma triangolare e pertanto i termini sulla diagonale coincidono con gli autovalori, cioè
Poiché questi autovalori sono negativi il sistema linearizzato è asintoticamente stabile. Non siamo cioè in un caso critico e l'asintotica stabilità del sistema linearizzato permette di concludere che lo stato di equilibrio (x1, x2) corrispondente all'ingresso costante u, è asintoticamente stabile. Ciò è d’altra parte in pieno accordo con l’intuizione fisica che afferma che variando di poco il livello dei due laghi (prelevando o immettendo nel laghi stessi una piccola quantità d’acqua) si ottengono movimenti perturbati che tornano nelle condizioni di equilibrio (x1, x2).
E’ ora possibile eseguire una rapida analisi di raggiungibilità ed osservabilità. Per quanto riguarda la raggiungibilità si ha
che è di rango massimo. Il sistema è, quindi, completamente raggiungibile e ciò significa che (nell’ambito della validità della linearizzazione) è possibile portare i due laghi ad un voluto livello () pur di agire opportunamente sull’ingresso, cosa che è in linea di principio possibile sfruttando la regolazione del bacino artificiale. Per quanto riguarda l'osservabilità si ha
che è anch'essa di rango massimo. Il sistema è, quindi, completamente osservabile e ciò implica (sempre nell’ambito della validità della linearizzazione) che è possibile risalire al valore dello stato (x1, x2)(cioè ai livelli dei due laghi) elaborando opportunamente le misure effettuate sulle sole portate u1(t) e y2(t) (naturalmente non stupisce che da y2(t) si possa determinare x2(t) poiché 
Poiché il sistema linearizzato è completamente raggiungibile e osservabile la funzione di trasferimento G(s) avrà denominatore di secondo grado. Risulta, infatti,
dove le costanti di tempo T1 e T2 sono date da:

Ovviamente, la funzione di trasferimento G(s) è il prodotto delle due funzioni di trasferimento G1(s) e G2(s) che rappresenta i due laghi in cascata (vedi figura).

Dalle espressioni delle costanti di tempo si nota che a grandi laghi corrispondono (a parità di scale di deflusso) grandi costanti di tempo (ad esempio una decina di giorni per il lago di Como e per il lago Maggiore e qualche giorno per i laghi della Brianza). Laghi con scala di deflusso molto ripida (g’ grande), cioè laghi con emissario tale che a piccole variazioni di livello corrispondano grandi variazioni di portata, sono caratterizzati da piccole costanti di tempo. In ultima analisi, quindi, un lago esercita una funzione filtrante sulle variazioni della portata di ingresso (si ricordi che la “costante di tempo” è il più semplice filtro passa basso): variazioni lente (nel tempo) della portata di ingresso si ritrovano sulla portata di uscita mentre variazioni rapide (rispetto alla costante di tempo) vengono attenuate.
 

Soluzione del problema 1

 
 

Il primo problema posto è quello del calcolo del transitorio di uscita corrispondente alla rottura della diga che chiude il bacino di raccolta. A questo evento corrisponde ovviamente una brusca variazione della portata di ingresso u1 dal valore nominale u1 come mostrato in figura.

La funzione

è, quindi, schematizzabile con un impulso di area opportuna dU (si pensi che la durata del fenomeno è di pochi minuti) e, pertanto, il problema posto può essere risolto calcolando la risposta all’impulso del sistema, cioè
e moltiplicandola per l'ampiezza dU dell’impulso ottenendo così dy2. Un calcolo approssimata di tale funzione può essere fatto ricordando che la risposta all’impulso è l'antitrasformata della funzione di trasferimento G(s). Si ottiene, pertanto,
e da queste tre condizioni si ricava che l'oscillogramma della variazione della portata di uscita dy2 è del tipo di quello mostrato in figura.

 
Il calcolo della variazione massima della portata dY e dell’istante t* in cui si ha tale massimo necessita, invece, il calcolo esatto della risposta all’impulso g(t).

Per questo si pone (sviluppo di Heavyside)

per cui si ottiene
da cui si ricava
Antitrasformando secondo Laplace si ottiene allora
e cioè
Derivando questa espressione si ottiene
da cui si può ricavare t* imponendo  . Così facendo, si ottiene
e cioè
Poiché
è così immediato ricavare la portata al colmo 


Soluzione del problema 2

Il secondo problema posto è quello del calcolo della portata di uscita  dalla portata di ingresso   supposta diversa dal valore “nominale” u1 per effetto delle precipitazioni. Supponendo, al solito, che si possa far uso del modello linearizzato (piccole variazioni attorno all’equilibrio) si ha

Questa formula si semplifica se si suppone che all’istante iniziale la stato del sistema sia lo stato di equilibrio (x1, x2) perché allora,   e, quindi,
dove   è la risposta all’impulso
Come caso particolare di un certo interesse si consideri quello in cui  è costante e diverso da zero soltanto in un intervallo di tempoT* come mostrato in figura

Dalla relazione

segue allora che


e cioè dy2(t) è proporzionale secondo il coefficiente dU1 all’area sottesa della risposta all’impulso del sistema nell’intervallo [t—T*, t] come mostrato in figura

Nel caso   l’uscita dy2 (t) può anche essere calcolata antitrasformando la funzione

Questo metodo non è però vantaggioso rispetto a quello precedentemente esposto perché richiede la trasformazione   e l’antitrasformazione .


Soluzione del problema 3

Terzo problema qui analizzato è quello dell’effetto che lo scioglimento delle nevi. ha sulla portata di uscita del se­condo lago. In periodo di scioglimento delle nevi la portata di alimentazione risulta periodicamente variabile con periodo T=1 [giorno], cioè u1(t)=u1(t+T) "t. A tale funzione periodica di ingresso corrisponde un’unica funzione periodica di uscita (questo risultato è scontato dal punto di vista intuitivo); nell’ipotesi che la portata di ingresso u1(t) sia, in prima approssimazione di tipo sinusoidale, e cioè

u1(t) = u1+d sen(wt) w = 2p/T
è allora interessante calcolare l'ampiezza dY2 della cor­rispondente sinusoide dy2(×) (che dy2(×) sia una sinusoide è vero soltanto nel caso in cui sia lecito descrivere il fenomeno dinamico in esame per mezzo del sistema linearizzato). Il calcolo di dY2 può essere effettuato fa­cendo ricorso al concetto di “risposta in frequenza” che afferma che il rapporto tra le ampiezze delle sinusoidi in uscita e in ingresso è pari al modulo della funzione di trasferimento valutata per s=iw. Nel caso in esame si ha allora
E’ evidente, allora, che qualora
T<Ti   i =1,2
si ha una forte “attenuazione” nel senso che
dY2 << dU1
I laghi operano cioè come veri e propri filtri passa bas­so e la variazione giornaliera di portata di alimentazione non dà praticamente alcun effetto sulla portata dell’ultimo emissario. Un calcolo approssimato dell’attenuazione introdotta dal sistema si può eseguire per mezzo del semplice diagramma di Bode riportato in figura.


Dal diagramma si vede come la banda passante del sistema coincida con l’inverso della più grande costante di tempo. Variazioni periodiche dell’ingresso corrispondenti a pulsazioni w<1/T1 si ritrovano inalterate all’uscita del sistema, mentre le variazioni a frequenza più elevata vengono attenuate (filtrate).


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